Il primo Festival d'Italiano
Cito
un paragrafo del mio libro Ariosto e il suo poema (1999) che riguarda
questo argomento: „A quel punto ero già arrivato circa a metà della mia
traduzione, sotto la guida e con l’incoraggiamento e lo stimolo di Tibor
Kardos. Per il 1974, in occasione dell’anniversario, aveva progettato
una grande celebrazione commemorativa, ma morì negli ultimi giorni del
1973. Una parte di questo progetto era il concorso
linguistico-letterario da bandire per gli studenti delle scuole
superiori: e lo organizzammo nell’aprile del 1974 al Liceo József Attila
di Monor. L’iniziativa divenne una tradizione; da allora, anche se
senza il nome di Ariosto, l’incontro e il concorso vengono organizzati
ogni anno in una scuola diversa per gli studenti che studiano
italiano.”
Tibor Kardos è dunque, anche da morto, il fondatore di questo „festival”.
Per
ottenere l’autorizzazione all’evento bisognava trovare la persona
giusta e la forma giusta. In questo mi diede un grandissimo aiuto il mio
allora direttore, di cui all’epoca ero il vice. Non aveva nulla a che
fare con l’italiano, fino al 1956 o anche oltre era stato un politico,
le sue conoscenze e la sua esperienza in questo campo, che dire, erano
smisurate. Ebbe due idee: non chiedere l’autorizzazione per iscritto, ma
chiedere un incontro. Fu lui a suggerire anche la persona: József
Benczédy, che allora, dal 1958 al 1974, era uno dei capi dipartimento
del Ministero della Cultura. Mi presentai da lui insieme al mio
direttore, nei primi giorni del 1974: è molto importante che noi
chiedemmo l’autorizzazione soltanto per organizzare la giornata
commemorativa di Ariosto, e soprattutto
perché ad essa potessero partecipare i rappresentanti dei licei che insegnavano italiano: insegnanti e studenti.
L’AUTORITÀ
– vale a dire József Benczédy – ebbe un atteggiamento che superò ogni
nostra aspettativa: definì la celebrazione di Ariosto al liceo di Monor
(gli avevo allegato una copia separata della mia traduzione)
un’iniziativa meritevole di lode e di riconoscimento. Gli presentammo
anche il progetto del programma: gli dissi che tra i concorsi per le
varie materie mancava l’italiano, e che questo non andava bene. Fu
d’accordo anche su questo: e propose che fossero gli insegnanti di
italiano a organizzarlo, sotto forma di rapporto tra le scuole. Per
indire un concorso nazionale, disse, non poteva dare l’autorizzazione,
ma sosteneva il rapporto tra le scuole. Portò come esempio gli incontri
annuali dei licei intitolati a József Attila: non a caso, poiché anche
noi eravamo una scuola di questo tipo. Così nacque l’autorizzazione di
Benczédy: per la celebrazione di Ariosto, e separatamente per uno dei
suoi eventi, l’incontro dei licei che insegnavano italiano.
In realtà
non era nemmeno un’autorizzazione, bensì un caloroso sostegno
dell’autorità al progetto di una scuola. Peccato che il testo non sia
conservato: io consegnai la copia alla scuola successiva: la
formulazione della parte relativa al concorso era tale da consentirne
anche l’organizzazione annuale. In breve, per quanto possa sembrare
strano, l’astuzia fu dell’AUTORITÀ, che però si chiamava József
Benczédy, ed era uno studioso e un insegnante.
L’evento di Monor
ebbe luogo nell’aprile del 1974. La nostra manifestazione fu
condizionata dalle nostre possibilità limitate: mancanza di spazio,
ristrettezza. Inviammo un bando di concorso ai licei che insegnavano
italiano: gli studenti o i gruppi di studenti potevano presentare un
elaborato in italiano o in ungherese; il tema era praticamente
illimitatamente ampio. Era anonimo: invitammo al concorso gli autori dei
migliori elaborati. Gli elaborati li lessi praticamente io, e li
corredai di una valutazione: il Dipartimento di Italianistica li
ratificò. Il concorso aveva soltanto questo ruolo: l’invito, il numero
dei partecipanti era tra 40 e 50. La manifestazione vera e propria si
svolse nel modo seguente: ci fu una prova scritta di due ore (per
classe, differenziata), seguita da una prova orale, anch’essa
differenziata, con estrazione delle domande: con assegnazione di
punteggi, i primi tre classificati di ogni categoria ricevettero un
diploma e un modesto premio in libri. Inoltre ogni partecipante
ricevette una copia della pubblicazione separata (Ariosto, canti I-II).
Tutto questo si concluse entro mezzogiorno: pranzo, e dopo pranzo la
celebrazione. Il programma: gli studenti di italiano del liceo di Monor
presentarono una produzione teatrale letteraria di circa 25 minuti, in
ungherese, che avevo tradotto e selezionato io, e che avevo anche
preparato con loro. Piacque. Dopo di ciò Sallay Géza tenne una
conferenza, una splendida conferenza su Ariosto. La consegna dei premi
fu il programma conclusivo.
I miei sentimenti di allora e di oggi
nei confronti del festival? Sono gli stessi, quelli di allora e quelli
di oggi: sono orgoglioso di averlo avviato. Ma è ancora più esaltante il
modo in cui gli insegnanti di italiano di allora lo hanno portato
avanti: con entusiasmo, talento e una collaborazione esemplare senza
precedenti. Allora e pensando a questo incontro ero orgoglioso e sono
orgoglioso di essere stato insegnante di italiano.
Peccato che non
abbia scritto una cronaca annuale: ero presente a ogni concorso, con i
miei studenti, ma oggi non ricordo nemmeno quale fosse la seconda
scuola. Ricordo però che il festival prese uno slancio particolarmente
grande quando il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di via
Bródy era Eustachio Porsia, che offriva borse di studio a Perugia come
premio. Con me fu sempre particolarmente gentile. Ma penso che lo fosse
anche con gli altri.
Non è un dettaglio irrilevante che all’incontro
di Monor del 1974 il Dipartimento di Italianistica dell’ELTE fosse
presente al completo: sia i docenti, sia gli studenti. Nel discorso
introduttivo della premiazione dissi che per un giorno il liceo di Monor
si era trasformato in un’università. Non è nemmeno un dettaglio
irrilevante che alla cerimonia conclusiva fosse presente al completo
anche il corpo docente del liceo.
Dr. Gyula Simon